LA STORIA

La chiesetta di S. Angelo, ovvero san Michele Arcangelo,sorge su una posizione dominante e strategica: il colle di san Angelo, circondato da altri colli, quali Belvedere, Ligont e Guarda. Si tratta di toponimi tutti  germanici, che lasciano pensare ad un origine longobarda, che sarebbe ulteriormente confermata anche da  ritrovamento di una necropoli di tal epoca, proprio nell’ abitato di Dardago. L’ unico elemento architettonico della Chiesetta di “Sant’Agnol” , rimasto quasi intatto, è una parete con una piccola feritoia che, da circa venti centimetri si allarga all’interno fino a settanta .Questo elemento architettonico  potrebbe orientarci verso il X secolo.  L’edificio, lungo e stretto,fa presupporre che sia sorto su una torre di avvistamento romana o longobarda,  anche se non si possiedono dati sicuri  e, solo un eventuale intervento archeologico, potrebbe svelarne il mistero.
 Le poche fonti, settecentesche, trovate nella parrocchia di Castello di Aviano, riportano solo il nome della località, segno che già a quei tempi non c’era più interesse per la chiesetta sul colle, perché troppo scomoda. Alcune notizie però sono ricavabili  dall’ archivio  parrocchiale di Dardago: dal 1697 al 1760 sono documentate le spese per  l’ acquisto  dell’ olio , delle candele e per l’incarico  della persona che si occupava  periodicamente della Chiesetta. Nel 1743 si trova anche  un riferimento relativo all’ acquisto di un “Cristo in legno” per la chiesetta e nel 1758 per  acquisto di coppi (tegole) perché il tetto necessitava di intervento.  Fu sempre la Parrocchia di Dardago a rispondere alle spese.
Nel XVIII secolo iniziò il degrado dell’edificio, tanto che nell’ ottocentesca mappa napoleonica non si rileva più la struttura: essa era diventata un rudere come confermano testimonianze orali dardaghesi.
 A S.  Arcangelo si doveva  devozione in quanto  difensore dei credenti e guida per le anime dei defunti. Per questa ragione era quasi sempre ricordato nei cimiteri longobardi con una chiesetta

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In memoria di Roberto Dabrilli

"Sono vicino con l'affetto e la preghiera a Franca, alle figlie e famiglia e a tutti gli amici del blog per la perdita del carissimo amico Roberto. La sua presenza a Dardago è stata, anche se discreta, importante. Lui veneziano doc fino alle midolla, si è innamorato della nostra terra e ha contribuito generosamente e con professionalità a farla conoscere nella sua arte e tradizione, nonché nelle cronache della vita paesana e familiare. Grande il lavoro per la presentazione delle Chiese legate all'Artugna e non. Insieme a Gigi Basso ha tenuto, in tal modo, viva la storia di un paese che cammina e si trasforma, mantenendo vive le sue radici.
Grazie Roberto! La tua anima riposi in pace e sulle tue ceneri sia lieve la terra."

(Don Maurizio Busetti)