LA STORIA

La Chiesa di San Floriano si trova sull’omonimo colle di Polcenigo, antico borgo ai piedi delle Prealpi, situato in una zona ricca di sorgenti e corsi d’acqua circondati da colline, vigneti e castagneti. Lo stile del borgo, di chiara impronta veneta, si fonde in modo armonico, con l’ambiente naturale. Il sito fu abitato fin da epoca antichissima come dimostrano gli insediamenti del neolitico scoperti nella vicina località detta Palù. Le ceramiche, i reperti litici, le selci ritrovate testimoniano la presenza di popolazioni che vi costruirono palafitte e capanne. Inoltre, la zona presenta i resti sia della civiltà venetica, sia di quella romana, come attestano i ritrovamenti archeologici in località Sottocolle a San Giovanni di Polcenigo e sul colle di San Floriano. Sul medesimo colle, ora attrezzato a parco didattico e naturalistico, si trova la bella chiesetta di San Floriano, la più antica testimonianza cristiana di tutta la zona, circondata da un cimitero i cui reperti e tombe risalgono anche all’epoca altomedioevale. La chiesa, a navata unica e abside semicircolare in stile romanico, è decorata internamente da affreschi, di cui alcuni in stile giottesco, eseguiti in epoche diverse (XIII – XV secolo). Nell’abside troviamo Gesù pantocratore seduto sull’arcobaleno con i quattro evangelisti, San Giovanni Battista e il profeta Daniele, sotto il corteo degli apostoli. Sull’arco trionfale l’annunciazione e l’incoronazione di Maria, sulle pareti laterali della navata quel che resta dei due cicli di affreschi che narrano la storia di Sant’Orsola e di San Floriano. Proprio in onore del Santo, che per secoli è stato invocato come protettore dagli incendi e degli animali domestici, la prima domenica di maggio si celebra una messa solenne.In fondo alla navata troviamo la deposizione di Gesù dalla croce con Maria e i discepoli.Nella seconda metà del 500 fu innalzata la navata di quasi un metro e furono costruiti il campanile e la sacrestia, demoliti poi dopo il terremoto del 1936. La prima testimonianza storica che documenta l’antica tradizione cristiana di Polcenigo si trova in una bolla di papa Urbano III (1186). In essa la Chiesa è menzionata come Pieve soggetta al vescovo Gionata di Concordia. Essa verosimilmente era intitolata a San Giovanni Battista e aveva giurisdizione ecclesiastica sul castello di Polcenigo, le ville di San Giovanni, Coltura, Santa Lucia, Budoia e Dardago. La Chiesa era dotata di battistero, probabilmente per immersione, ed era circondata dal cimitero. Probabilmente nel XIII secolo, per facilitare l’afflusso dei fedeli, la Pieve fu smembrata in due parti: la prima faceva capo alla chiesa di San Giovanni Battista, sulla strada che arrivava a Polcenigo da Pordenone, e comprendeva il territorio dell’odierno comune di Polcenigo, mentre la seconda faceva capo alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Dardago e comprendeva il territorio dell’odierno comune di Budoia.

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