LA STORIA

All’interno delle mura del castello sorge la cinquecentesca chiesa parrocchiale Sante Maria e Giuliana. Fu fatta costruire nella sua forma attuale dalla nobile famiglia Trevisan, di antiche origini veneziane, nel 1583, come si legge in un’iscrizione, che ci ricorda come il nobile Arminio ed il fratello Annibale ne avessero promosso l’edificazione in tale anno. Venne consacrata, come si legge su una lapide presente all’ interno della chiesa, da un coadiutore del Patriarca di Aquileia Francesco Barbaro nel 1588 e due anni dopo, nel 1590, ne fu ultimata la facciata ornando le due nicchie con due statue dello scultore vicentino Agostino Rubini. L’insieme degli elementi architettonici e la loro armoniosità suggeriscono il nome di un eccellente architetto dell’epoca: il vicentino Vincenzo Scamozzi, autore tra molte altre opere anche della Porta Aquileia nella fortezza di Palmanova, i cui disegni quasi si sormontano con quelli della facciata della chiesa di Santa Maria e Giuliana. Essa si presenta tripartita da quattro lesene e coronata da un frontone con volute; a metà altezza trovano posto, sotto ad un rosone semplice centrale in ferro battuto, le già citate nicchie contenenti due statue raffiguranti San Pietro e San Paolo, scolpite nel 1590 dallo scultore Agostino Rubini, come si evince dall’iscrizione presente alla base di esse. Figure ad andamento verticale con vesti pieghettate, dignitose e nobili nel portamento, rivelano la perizia del loro autore che sappiamo appartenente ad una nota famiglia di scultori e nipote del celebre Alessandro Vittoria. Nella chiesa si accede anche da una porta laterale con archivolto in pietra del XVI secolo. L’interno è a navata unica con il presbiterio sopraelevato per dare spazio ad una piccola cripta probabilmente incorporata nella chiesa precedente, eretta nel 1329. La piccola cripta sotto l’altare maggiore alloggia un Vesperbild (scultura in pietra dipinta, rappresentante la Vergine con il Cristo morto sulle ginocchia) di scuola salisburghese, di cui in diocesi si hanno esemplari nella parrocchiale di Corbolone, nella cappella privata dei Tullio-Altan a S. Vito e nella cripta dell’abbaziale di Sesto al Reghena. L’altare maggiore degli inizi del XIX secolo, è fiancheggiato da due statue barocche dell’Annunciazione, le pareti del coro presentano due dipinti: in uno è raffigurata Santa Giuliana nell’altro la Madonna col Bambino e gli Angeli. L’autore di quest’ultimo dipinto è molto probabilmente lo stesso delle due tele raffiguranti Santa Caterina d’Alessandria e Santa Lucia, presenti nella parete destra. Sull’altare di sinistra spicca la bella pala del XVI secolo con San Nicolò e i Santi, con l’originale cornice dorata di tipo Sansovino, attribuita al pittore veneto Francesco Materassi, mentre in quello di destra, datato 1785 e forse attribuito a G.B. Bettini, in una nicchia, è collocata una statua policroma della Madonna con il Bambino del XX secolo. Ai lati dell’arco trionfale si trovano due alzate di altare in legno dipinto del XVI secolo che contengono le statue lignee di Sant’Antonio da Padova, a destra, e del Sacro Cuore, a sinistra, entrambe del XX secolo. Diversi gli arredi di interesse l’elegante acquasantiera del 1606, opera di Alessandro Pavanello, e il fonte battesimale del tardo XVI secolo.

RICHIESTA INFORMAZIONI
Per qualunque informazione potete contattarci compilando e inviando il modulo posto qui sotto. Saremo lieti di rispondervi nel più breve tempo possibile.

14 + 12 =

Portami con te