LA STORIA

L’ abitato di S. Lucia, sul finire del XVIII secolo, aveva bisogno di una nuova chiesa in quanto era difficoltoso per le persone anziane e i bambini recarsi alla chiesetta in colle, specialmente in inverno e quando pioveva. Nel 1794 il popolo decise di acquistare un fondo terriero alla “crosera dei Gisloni” con le rendite della chiesa. La costruzione venne ritardata dalle vicende Napoleoniche fino al 1804 quando fu concesso il permesso per edificare una nuova chiesa, che però venne costruita solo sessanta anni dopo. Il 4 novembre 1867 fu così posta la prima pietra e la nuova chiesa fu inaugurata nel novembre del 1874 ancora ingombra di impalcature e priva di pavimento. La chiesa era composta di una sola navata e il completamento continuò fino ai primi del Novecento con l’altar maggiore, il presbiterio e i due altari dedicati alla Beata Vergine delle Grazie e a S. Sebastiano (tela attribuita alla scuola di Michelangelo Grigoletti) ed infine il tabernacolo del XVIII secolo, attribuito al Brustolon. In occasioni diverse furono ordinate le statue ligne dei santi titolari (Luigi Pezzini 1886) e la pala del Buon Pastore (Leonardo Rigo 1893). Negli anni tra il 1930 e il 1940 furono aggiunti i corpi laterali che ospitano le quattro cappelle. La chiesa, nell’aspetto attuale è opera del restauro post terremoto (1990). Nel 2000 venne installato il prezioso organo giubilare di ispirazione francese. La consulenza e il progetto fonico sono dei maestri Alessandro Bozzer e Sandro Carnelòs, mentre la costruzione di tutte le parti meccaniche e lignee si deve al maestro d’ organi Andrea Zeni.

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In memoria di Roberto Dabrilli

"Sono vicino con l'affetto e la preghiera a Franca, alle figlie e famiglia e a tutti gli amici del blog per la perdita del carissimo amico Roberto. La sua presenza a Dardago è stata, anche se discreta, importante. Lui veneziano doc fino alle midolla, si è innamorato della nostra terra e ha contribuito generosamente e con professionalità a farla conoscere nella sua arte e tradizione, nonché nelle cronache della vita paesana e familiare. Grande il lavoro per la presentazione delle Chiese legate all'Artugna e non. Insieme a Gigi Basso ha tenuto, in tal modo, viva la storia di un paese che cammina e si trasforma, mantenendo vive le sue radici.
Grazie Roberto! La tua anima riposi in pace e sulle tue ceneri sia lieve la terra."

(Don Maurizio Busetti)