LA STORIA

La chiesetta di San Tomè sorge a 449 m. s.l.m. e deve il suo nome a San Tommaso l’apostolo di Gesù, vissuto in Palestina nel I secolo, che ebbe dubbi di fede quando gli altri apostoli gli dissero di aver visto Gesù Risorto e che recuperò la fede quando vide e toccò Gesù.
La prima costruzione risale al XII-XIII secolo, poi radicalmente ristrutturata nel 1700 in previsione della visita del Vescovo Vallaresso. Proprio per quell’occasione la chiesa venne ampliata, rialzato il tetto, rifatta la facciata con un foro ad arco sul frontone, l’apertura di due finestre nel muro di destra e la stesura di lastre di pietra sul pavimento.
L’altare era dotato di una pietra consacrata e nel 1765 venne eretto un nuovo basamento. Nel 1771 l’edificio venne dotato di una nuova porta d’ingresso e si restaurò la campanella posta nel campaniletto a vela sul colmo della facciata. La struttura architettonica rimase inalterata fino al 1970, quando la Soprintendenza intervenne per rimettere in luce le fondamenta della primitiva absidiola duecentesca. Sotto uno strato di intonaco riaffiorarono frammenti di affreschi, probabilmente del 1300.
A sinistra dell’altare fu ricollocata la pila di pietra per la raccolta dell’olio destinato ad alimentare la lampada del Santissimo Sacramento. Nel 1700 si rese necessario l’ampliamento della chiesa per poter contenere i numerosi fedeli che vi convenivano per venerare San Tommaso durante i percorsi rogazionali e i riti per il richiamo della pioggia che si svolgevano durante i periodi di prolungata siccità. Fino al Concilio Ecumenico Vaticano II, 1965, la festa liturgica di San Tommaso era il 21 dicembre, periodo nel quale non si saliva alla chiesetta per ovvi motivi meteorologici, oggi la festa si celebra la prima domenica di luglio.
Gli scavi effettuati nel pianoro antistante la chiesa hanno portato alla luce reperti riferibili al Neolitico e all’Eneolitico. Il rinvenimento di alcune monete romane d’oro, tra cui una di Vespasiano, di frecce, pugnali e sepolcri, fanno supporre che ci fosse in età romana imperiale una piccola necropoli. La frequentazione della chiesa in età medievale è invece testimoniata dal ritrovamento di frammenti di speroni, di staffe e fibbie di metallo, di frammenti in ceramica di anfore e fusaiole. La chiesetta attuale nella sua semplicità si mostra estremamente suggestiva, in mezzo al verde, sotto ad uno scosceso sperone di roccia che da molti anni è diventato un’importante palestra di roccia per allenare i rocciatori a più impegnative scalate.

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